A Palazzo Tursi una giornata su Pietro Boetto e i cattolici nella Resistenza: Genova riscopre una figura chiave della Liberazione

Venerdì 24 aprile, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, un convegno di studi ricostruirà il ruolo del cardinale Pietro Boetto, della Chiesa genovese e del mondo cattolico negli anni della Resistenza
Genova si prepara a celebrare la vigilia del 25 Aprile con un appuntamento che riporta al centro una delle figure più significative della storia cittadina nel periodo della guerra e della Liberazione. Venerdì 24 aprile, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, è in programma il convegno di studi “La Chiesa del Cardinale Pietro Boetto e i cattolici nella Resistenza genovese”, promosso dall’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea insieme all’Ufficio Cultura dell’Arcidiocesi di Genova.

L’iniziativa si inserisce in un percorso già avviato per ricordare Pietro Boetto a ottant’anni dalla morte e per restituire piena visibilità al ruolo che ebbe negli anni più drammatici della città. Al centro del convegno ci sarà infatti non soltanto la figura dell’arcivescovo, ma anche il contributo della Chiesa genovese, dei sacerdoti e dei cattolici nella Resistenza, in una rilettura che punta a far emergere una pagina spesso conosciuta solo in parte e che invece ebbe un peso rilevante nella storia civile del capoluogo ligure.

Secondo quanto spiegato dagli organizzatori, il convegno rappresenta la terza tappa di un percorso commemorativo costruito dalla diocesi e dall’istituto storico. Nei mesi scorsi, tra gli appuntamenti già realizzati, c’è stata anche l’apposizione di una targa in bronzo sulla facciata del Palazzo arcivescovile nell’ambito dell’iniziativa “Il civico giusto”, pensata per ricordare l’azione di soccorso portata avanti da Pietro Boetto a favore degli ebrei perseguitati durante il secondo conflitto mondiale.
Il programma del 24 aprile sarà articolato tra mattina e pomeriggio. Nella prima parte della giornata è previsto un approfondimento dedicato a Paolo Emilio Taviani. Nel pomeriggio, invece, l’attenzione si sposterà sul ruolo della Chiesa genovese, dei cattolici e dei sacerdoti nella Resistenza, con l’obiettivo di collocare quella esperienza dentro il contesto più ampio della Liberazione di Genova e delle scelte compiute in quegli anni da uomini di fede, istituzioni ecclesiastiche e realtà sociali legate al mondo cattolico.
Il valore dell’appuntamento sta anche nella data scelta. La collocazione alla vigilia della festa della Liberazione dà al convegno un significato evidente: non un semplice momento accademico, ma un’occasione pubblica per riaprire una riflessione sulla guerra, sulla città occupata, sulla rete di solidarietà costruita attorno ai perseguitati, sui rapporti tra Chiesa e antifascismo e sul contributo che diversi protagonisti offrirono alla rinascita democratica di Genova. In questo quadro, la figura di Pietro Boetto torna a essere letta non solo come quella di un’autorità religiosa, ma anche come quella di un protagonista morale e civile in una delle stagioni più dure del Novecento genovese.
Per informazioni è possibile consultare la pagina dell’Ufficio Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Genova su www.chiesadigenova.it/comunicazionisociali.


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